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Il tango è musica, e non inizia con i passi

“Vorrei chiedere qualcosa con la cortesia ed il rispetto che sento per tutti voi. Questo non è un rimprovero per nessuno, ciò che desidero è che tutta la gioventù e tutti coloro che ballano tango intendano le mie ragioni.
Non si deve camuffare il tango sotto alcunn punto di vista, poiché questa musica così appassionante ci dà vita, energia, piacere, tanto da farci sentire meglio.
Dopo aver trascorso molti anni ad osservare ballerini e maestri, penso non sia giusto il ripetersi di tanti errori nell’insegnamento, così come nelle esibizioni.
Espongo qual’è la mia idea. Da sempre so che la musica è la base principale del tango. Così come lo è imparare a camminare con essa, seguendo il ritmo e la cadenza. Non posso negare che vi sia una tecnica quando si balla, però sarebbe preferibile che si insegnasse a ballare più liberamente, per se stessi… qui sta il divertimento. Nessuno avrà il potere di condizionarci osservandoci, perchè staremo ballando per noi stessi.
Sulla base di quanto asserisco, ritengo che molti stiano camuffando il tango con qualcosa che non corrisponde alla verità, poiché il tango è musica e non inizia con i passi, né si deve commettere l’errore di non insegnare come camminare differenti ritmi musicali, al fine di poter riconoscere ogni orchestra.
Molta gente che sta insegnando dovrebbe, prima di tutto, apprendere a ballare il tango, per poter insegnare e dare tutto di se stessa, per non defraudare i propri allievi e compromettere la propria immagine di insegnante.
Il tango non è un affare, anche se molti lo vedono in questa ottica. Il tango è parte della nostra vita, parte dei nostri nonni, padri, madri, fratelli, amici. È la nostra vita. Non dovremmo seguitare a confonderci così tanto, dovremmo ritornare a riconquistarlo, considerando che stiamo rischiando di perderlo per non averlo rispettato
Cari amici, ballerine e ballerini, poiché ciò che state facendo rappresenta uno sforzo in più nella vita di ciascuno di voi, per rispetto di voi stessi, sarebbe opportuno che nelle vostre esibizioni ballaste più tango e meno acrobazie, ballet o altro che non sia tango.
Non voglio pensare che pensiate di dover competere persino con le esibizioni; sappiamo che ogni coppia dovrebbe creare il proprio stile, e che non si dovrebbe ballare musica che non sia tango. In ciò chiedo che non mentano a se stessi e alla gente.
Alla comunità tanguera d’Europa e del resto del mondo, do un consiglio: mi piacerebbe che aprissero gli occhi su come apprendere a ballare, in primo luogo gli organizzatori degli stages ed i professori, lo dico con il cuore, desidero che sappiano che quando si organizza un evento, se si vuole insegnare come si conviene, è necessario invitare i migliori ballerini e maestri.
Senza la musica, la cadenza, la postura, l’equilibrio, i passi non servono a nulla e per questo abbiamo necessità di maestri e professori autentici.
Così che, dal fondo del mio cuore, con un po’ di tristezza, vorrei rifletteste su ciò e se aveste qualcosa da dirmi o lamentare potrete farlo a mezzo rivista o in qualunque altro modo, anche di persona, io frequento le milonghe e quando mi si incontrerà mi si interpelli, io risponderò , risponderò a tutti, non abbiate timore, non lascerò alcuno senza risposta, però, per favore, si cambi sistema, si determini un sistema nel quale tutti possiamo sentirci allegri, dove possiamo ballare il tango, dove possiamo sentirci felici e dove si possa vedere molta più gente, senza più la necessità di venderle bugie.”

Traduzione a cura di Nicola De Concilio

“non comprate forme ripetitive, comprate il tango”

“non si ballano figure o passi, si balla la musica”

“perché il tango è e sarà musica: è imparare a camminare, ascoltare e sentire con il cuore… perché diventi qualcosa di proprio, da cui non ci si possa separare”

“vivere la musica significa sentirla ovunque: nel corpo, nell’espressione, nel cuore”

Pedro Alberto Tete Rusconi (1936 – 2010) è stato un ballerino di sicuro stampo milonguero, famoso per il suo vals ed icona dell’abrazo cerrado. Il sentimento del tango che Tete espresse in una lettera aperta alla comunità tanguera nel gennaio 2006 ci pare interessante allo scopo di gettare uno sguardo più consapevole sull’ambiente entro cui, a titoli diversi e con animi diversi, ci muoviamo.